Fiat

La storia di Fiat

La storia della Fiat inizia alla fine del XIX secolo.

In questo periodo,Fiat ha un ruolo importante della reinvenzione delle carrozze. Esse fino a quel tempo venivano trainate da cavalli.

Nasce quindi una nuova idea di mobilità dove le carrozze vengono spinte da un motore che segue le “indicazioni” di un volante. 

In questo contesto si inserisce l’Accomandita Ceirano & C., che nel 1899 a Torino costruisce la Welleyes. Essa era una vettura progettata, con un motore bicilindrico,  da Aristide Faccioli e costruita da Giovanni Battista Ceirano. 

Nello stesso anno, l’11 luglio i due coinvolgono sette imprenditori e notabili sabaudi. Tra questi c’era Giovanni Agnelli.

Realizzano, cosi, la società Anonima Fabbrica Italiana di Automobili, conosciuta con il nome Fiat. 

Il successo di Fiat

Il primo stabilimento viene costruito a Corso Dante e viene realizzato il primo modello: la 3 ½ HP. 

Già dal primo modello, i risultati di Fiat sono incredibili, tanto che i dirigenti optano per la quotazione in borsa. In parte un’ottima decisione, perchè essendo un nuovo settore e in continua crescita il titolo in borsa riesce a decollare. Dall’altra parte una sfortuna perché nel 1907, il boom incontrollato porta alla crisi l’azienda. Si decide quindi di liquidare la vecchia società e di crearne una con Giovanni Agnelli principale azionista. 

Questo non scoraggia l’azienda che nel frattempo ha aumentato la produzione e i suoi modelli raggiungono perfino America e Australia. Il successo dell’azienda di Torino cresce sempre di più alle competizioni sportive affermandosi sia in Italia e negli Stati Uniti. 

Più il successo andava avanti più Fiat si diversificava. Nei primi anni del’ 900 inizia a creare autocarri, mezzi marini, motori avio e autobus. In questo periodo nasce anche l’idea dello spa stabilimento del Lingotto. Aveva lo scopo di abbattere i costi di produzione concentrandosi sulla produzione in serie di vetture standardizzate.

Una delle caratteristiche più iconiche dello stabilimento è la pista sul tetto. Lunga all’incirca 1,5 km e poteva ospitare il collaudo contemporaneo di 50 vetture. Nel 1923 il lingotto viene inaugurato ed entra in funzione la linea di montaggio. 

L’aumento della produzione

Un’altra novità è quella di aumentare la produzione di vetture di piccola cilindrata, in modo che il prezzo potesse essere accessibile e potesse offrire una mobilità a portata di tutti. Così nel 1939 viene aperto un altro stabilimento di Mirafiori che aveva una superficie di 2.000.000 di metri quadrati, 11 km di strada e 20 km linee ferroviarie di collegamento tra i diversi capannoni. Purtroppo durante la seconda guerra mondiale le fabbriche del lingotto di Mirafiori vengono colpite più volte tra il 1940 e il 1944, in quanto Torino fu una delle città più bombardate d’Italia. Nel 1943 lo sciopero di marzo a Mirafiori coinvolse oltre 100.000 lavoratori E lo scoppio della seconda guerra mondiale furono la causa di una riduzione della produzione automobilistica. Fiat passa dalla produzione automobilistica alla produzione dell’industria bellica. Infatti uno dei veicoli più costruiti dalla Fiat saranno i cacciabombardieri. 

La ripresa della produzione Automobilistica è da cercare negli aiuti stanziati dal piano Marshall e che permisero la nascita della 500 B, che nel 1949 divenne 500 c. 

In seguito Fiat si espanderà in Jugoslavia, Argentina e Spagna. Nel 1966 il 4 maggio conclude l’accordo con l’Urss, il quale dava ai russi uno stabilimento della Fiat. E anche grazie a questo nel 1970 vengono prodotte 600.000 vetture l’anno di piccola cilindrata, ovvero le Zigulì.

Fiat

L’entrata dell’Alfa Romeo

Nel 1921 il posto di presidente passa Gianni Agnelli il quale abbandona il principio terra, cielo e mare. La produzione infatti inizia a basarsi solo sui mezzi terrestri in quanto Gianni crede nella internazionalizzazione del marchio Fiat.

Nel 1986 acquisisce l’Alfa Romeo e nel 1990 entra nel gruppo di Innocenti e Maserati. 

Ad oggi Fiat non è solo un brand, è il capofila di un gruppo che coglie i più prestigiosi marchi italiani. Il suo motore fire rappresenta un nuovo modo di fare auto e viene particolarmente apprezzato perché combina le performance notevoli con i consumi ridotti. Questo motore verrà installato per la prima volta sulla Autobianchi Y10, e poi su Fiat Uno e Fiat Panda. Questa viene definita l’era dei progetti modulari che consentono di ridurre i costi, massimizzare i profitti e ottimizzare i tempi. E come voleva Gianni Agnelli Fiat conquista il mercato internazionale realizzando nuovi stabilimenti sparsi in tutto il mondo.

Nel 2007 nasce la 500 come nuova piccola Fiat ispirata alla gloriosa utilitaria nata nel 1957. Questo modello ribadisce la leadership del marchio torinese nel segmento delle city Car.

A differenza della prima, la Fiat 500 è oggi parte della categoria Premium, perché affianca alla praticità e all’innovazione tecnologica un tocco di glam Moore da vera e propria icona, in questo caso automobilistica.