Lamborghini

La storia di Ferruccio Lamborghini

Il 28 aprile 1916 nasce Ferruccio Lamborghini.

Ferruccio Lamborghini nasce in una famiglia di contadini.

Fin da piccolo cresce con un padre che vuole trasmettergli il legame con il valore dei campi, la cultura agraria e contadina dell’epoca. 

In realtà Ferruccio ha un’altra passione: quella per i motori e le macchine.

E contro il volere del padre, che voleva che il figlio subentrasse a lui nell’azienda di famiglia, Ferruccio decide di andare a lavorare da un fabbro di Renazzo. Qui, come apprendista, impara i segreti della lavorazione del ferro e della saldatura.

Periodo importante per la formazione del futuro imprenditore sarà il periodo di lavoro a Bologna nelle officine di Cavalier Righi.

A 18 anni ritorna a Renazzo insieme a Marino Filippini, suo collega all’officina di Bologna. Nel suo paese natale si cimenta nel rimettere a nuovo automobili e motociclette usate e con le quali fa  “scampagnate sulle strade sterrate della campagna.”

Il cambiamento di Lamborghini

Durante il periodo della guerra dal 39 al 46, Ferruccio si occupa della manutenzione e della riparazione degli automezzi militari che sono presenti a Rodi. Poco tempo dopo viene nominato capo del reparto officina. Conquista anche la fiducia del comandante del campo che li affida la sua automobile personale per una riparazione ai freni.

Dopo la guerra Ferruccio torna in Italia, dove il centese si ritrova con una produzione di agricoltura molto bassa, da cui fatica a rialzarsi. Qui Ferruccio decide di utilizzare le sue conoscenze tecniche e meccaniche e capisce che c’è mercato per la meccanizzazione dell’Agricoltura su larga scala.

Il mercato è dominato dalla Fiat, dai Landini e dalla moto meccanica e dai suoi trattori con motore a scoppio, i quali sono tecnologicamente migliorabili.

Nel 1947 Ferruccio Lamborghini inizia a produrre un trattore economico e potente, che doveva essere destinato ai contadini della bassa e ai loro piccoli poderi. 

E la risposta parte degli agricoltori è positiva, infatti Ferruccio riceve diversi ordini e capisce che è il momento di ampliare la produzione.

Nel 1950 ha già prodotto 200 pezzi l’anno, e porta lavoro a una trentina di operai.

L’anno dopo nasce il primo stabilimento di produzione: La Trattoria Lamborghini.

Da artigianale a industriale

All’inizio degli anni Cinquanta avviene quindi il passaggio da artigianale a industriale.

I dipendenti della Lamborghini trattori aumentano proporzionalmente alla produzione.

Il nome di Ferruccio diventa famoso nel mondo, il clima in fabbrica rimane comunque disteso e allegro. È in questo periodo che nasce anche la rete commerciale. Infatti inizialmente è Ferruccio a procurarsi i maggiori clienti. Sempre lui che cura le relazioni con i rappresentanti nelle principali fiere a cui partecipano.

La produzione continua e vengono progettati nuovi prodotti.

Andando avanti all’inizio degli anni 60 la Lamborghini Trattori ha quasi 400 dipendenti e produce dalle 25 alla 30 unità al giorno. Questo conferma la Trattori Lamborghini come azienda leader del settore. 

Durante un viaggio negli Usa nel 1959 Lamborghini visita alcune fabbriche che producono bruciatori. Immediatamente pensa all’Italia, che sta vivendo il suo boom economico e dove la casa, con i suoi comfort, sta assumendo un ruolo centrale.

I bruciatori sono il futuro. Ferruccio assume i tecnici migliori e nel giro di un anno viene costituita a Pieve di Cento la Lamborghini Bruciatori Condizionatori.

Lamborghini

Al salone dell’auto di Ginevra

Nel 1962 decide di produrre automobili.

Come responsabile del progetto granturismo assume l’ing. Gian Paolo Dallara, giovane dotato di un’eccellente preparazione tecnica con cui si instaura una profonda sintonia professionale e personale.

La progettazione del motore viene invece affidata a Giotto Bizzarrini. Giotto aveva lavorato per quattro anni alla Ferrari, occupandosi fra l’altro dello sviluppo della 250 GT 2+2 e della GTO.

Ciò che vuole Ferruccio è:  motore 12 cilindri a V, quattro alberi a camme in testa, due valvole per cilindro, sei carburatori e lubrificazione a carter secco. 

L’auto viene presentata prima a Torino e poi a Ginevra.

Subito dopo comincia la produzione in serie della vettura all’interno di uno stabilimento di undicimila metri quadrati, con due catene di montaggio e macchine modernissime. 

Lamborghini Auto diventa una delle prime industrie italiane produttrici di granturismo.Il suo prodotto è eccellente, la qualità delle auto viene riconosciuta in modo unanime. 

Anche su Ferruccio vengono fatti apprezzamenti: semplice, carismatico, competente e dallo stile unico e inconfondibile.

Nel 1966 al Salone dell’Auto di Ginevra, Lamborghini presenta una macchina destinata a entrare nella storia: la P400 Miura. Oltre a superare le aspettative di successo, la Miura viene considerata un’opera d’arte tanto da essere esposta al MOMA fin dal 1968. Ma la fine degli anni 60 rappresenta per la Lamborghini Trattori la crisi dell’economia italiana. 

La crisi di Lamborghini

Negli anni precedenti era stata avviata una radicale trasformazione del prodotto, che impegnava molto l’azienda da un punto di vista sia finanziario che progettuale.

I dipendenti raddoppiarono e venne accettato un ordine cospicuo da parte del Governo Boliviano.

La situazione politica nel Paese sudamericano, però, cambia in seguito a un colpo di Stato e viene annullato l’ordine nel 1970. Ci sono 5.000 trattori pronti e fermi nel piazzale di fronte alla fabbrica.

In più l’azienda inizia ad essere più sindacalizzata e appaiono sempre più scioperi. 

Nella primavera del 1971 la situazione sembra risolversi, ma il prezzo è alto.

Esclusivamente gli stabili vengono ceduti alla FIAT e Ferruccio dà la possibilità ai suoi dipendenti di andarci o seguirlo nella nuova azienda di Pieve. 

Ferruccio segnato dalla crisi, nel 1972 cede il 51% del pacchetto azionario della Lamborghini Auto. Mentre nel 1973 decide di cedere la Trattori alla Same, lasciando così un’azienda moderna e con una manodopera altamente specializzata.

Il ritorno alle radici

Dopo anni eccezionali per l’azienda, con la produzione nel 1971 della Countach, Lamborghini si rende conto che non si sente più in sintonia con il mondo industriale che lo circonda.

Nel 1974 acquista e si trasferisce in una tenuta agricola sul lago Trasimeno e cerca di riconnettersi con la terra.  Si dedica alla tenuta e la trasforma in una delle aziende agricole più moderne d’Europa: spiana il terreno, pianta alcune delle migliori qualità di vite, chiama a lavorare con sé uno dei più esperti enologi italiani, costruisce una cantina assolutamente innovativa per l’epoca.

La tenuta divenne un’azienda agrituristica rinomata, e permise al fuoco imprenditoriale di Lamborghini di non spegnersi mai. Fino al 1993.